
Ieri sera ho trovato la puntata di
Chiambretti Night una
goduria unica. Solo quel
diavolaccio di Pierino se ne poteva venir fuori con una trovata simile: il primo
reality show sulla politica.
Premesso che nei miei sogni televisivi più folli e demenziali ho sempre fantasticato di vedere un
reality sui politici della sinistra (ma anche su quelli di destra, sia chiaro). Insomma, sarebbe un
divertimento assoluto. E poi, da un lato, sarebbe anche un toccasana per la sinistra italiana, dato che da un punto di vista mediatico e di
comunicazione si trova in una crisi abissale.
"Certo. Tanto il segretario che uscirà dal congresso di ottobre non potrà essere il vero antagonista di una destra che sotto il profilo della comunicazione è imbattibile." Così ha affermato
Chiambretti in un'intervista a Panorama mercoledì scorso. E aggiunge:
"Quindi andrò in soccorso della sinistra con il patrocinio della destra. La televisione di Silvio Berlusconi allunga democraticamente la mano a un Pd in difficoltà."E la
provocazione di
Chiambretti, a mio parere, non è nemmeno tanto stupida. Se ci pensiamo, la sinistra con il suo
antiberlusconismo paradossalmente fa per
Berlusconi più di quanto Emilio Fede possa fare in un anno di
informazione faziosa al
Tg4.
Ne ho avuto una conferma appunto ieri sera, guardando la prima puntata di
Annozero, programma di cui non sentivo
assolutamente la mancanza - va aggiunto . C'erano Travaglio con il suo solito sguardo sornione, Concita De Gregorio,
Franceschini, Bocchino,
Belpietro e l'epurato
Mentana. Il tutto condito dalla presenza del gran
burattiniere Santoro e dalle vignette di
Vauro in chiusura di programma. Argomenti della puntata: caso
Boffo,
Berlusconi, lavoratori precari,
Berlusconi, libertà di
informazione,
Berlusconi,
Berlusconi e le
escort,
Berlusconi e la mafia,
Berlusconi e l'alabarda spaziale,
Berlusconi e i sette nani,
Berlusconi e il Principe Mezzosangue... Se non è propaganda questa, ditemi voi che
cos'è?
Proprio in virtù di ciò la
dissacrante idea di
Chiambretti risulta ancora più geniale. E ci induce a riflettere.
I giornalisti di sinistra (
Santoro e i suoi adepti in primis) parlano tanto di dittatura, di censura, di clima da Ventennio. Intanto sempre
Chiambretti dichiarava tempo fa:
“Massimo D’Alema scrive libri per Mondadori, di proprietà di Berlusconi, Fabio Fazio, il comunista prêt-à-porter, conduce un programma prodotto da Endemol, che è di Berlusconi”. Insomma, sarà mica tutto un caso? Del resto "è difficile non incappare nelle trame del
berlusconismo" precisa Pierino nell'intervista su Panorama. "Anche perché
Berlusconi rappresenta il 70 per cento delle attività produttive di questo Paese. E, allora, ricordavo, a chi faceva il pelo a me, che anche altri paladini sono ben sistemati."
Certo il 70% è una cifra un po'grossa. In buona sostanza, il mondo dell'editoria e della televisione si trovano sotto la gigantesca ombra di
Arcorman, però non mi pare che questo mondo sia tanto precluso ai suoi detrattori. Certo, i paladini della verità, della giustizia e della libertà di pensiero mi citeranno i vari casi
Biagi,
Luttazzi oltre quello del già citato
Santoro. Ma lì, cari signori, si tratta di affari successi in
Rai. E lo sappiamo benissimo che l'azienda di Stato in quanto a libertà di
informazione è come un metronomo. Sicuramente non è un fatto
giustificabile, ma purtroppo questa sudditanza al potere è sempre esistita a casa di Mamma Rai, sin dall'anno 1954 d.C. (leggi
Democrazia cristiana).
Ma non divaghiamo troppo.
In definitiva, ha ragione
Chiambretti. Visto che la sinistra fa tanta pubblicità gratuita a Silvio, è pure ora che Silvio ricambi il gesto. Tuttavia il punto è: riuscirà
Chiambretti a trovare qualcuno realmente valido?
Ieri sera ha messo a confronto Vittorio Feltri (
approfittando della situazione anche per
sfruculiarlo un po'sul caso
Boffo) e Alba Parietti. Due personaggi che stanno alla sinistra quanto Patrizia
DeBlanck sta alle buone maniere. Eppure... Eppure l'assurdità sta proprio in questo: se persino Feltri o la Parietti riescono a dire qualcosa di sinistra vuol dire che al congresso del
Pd una qualche riflessione la dovranno pur fare.
Pertanto, trovare un vero leader per la sinistra italiana è davvero una
mission impossible. Così come stanno le cose, persino Topolino riesce a sembrare di sinistra più di un
Veltroni qualsiasi. E ho detto tutto!